Cos’è il Google bombing e quando può portare a situazioni imbarazzanti.

Google Bombing Juventus Staduim

Nei giorni passati ci sono stati due fenomeni che sono diventati virali sul web perché legati a argomenti e soggetti molto popolari.

Poco dopo la sconfitta della Juventus in Champions League, si è data molta evidenza al fatto che cercando su google Maps, la frase “vai a caXXre” il risultato che veniva proposto era esattamente il nuovissimo Juventus Stadium di Torino.​

Google Bombing Juventus Staduim

Nei giorni successivi all’importante match, praticamente tutti i magazine sportivi davano risalto alla vicenda chiedendosi se si trattasse dell’opera di un hacker anti-juventino, oppure uno scherzo in fase di programmazione rimasto nel codice della versione definitiva di Google.

Certo è che (così sembrava) la figuraccia era stata fatta e non era neanche stata (così sembrava) ben gestita dal Team di bigG dato che non aveva rilasciato dichiarazioni ufficiali.

Google Contro la Juventus

Ad appesantire il clima che si è creato è stato il tempo che è passato affinché quella anomalia nei risultati rientrasse con buona pace dei tifosi Juventini ed avversari.

Da pochi giorni la diatriba sullo Juventus Stadium era stata placata ma è subito arrivata una nuova vicenda : cercando sempre su Google Maps la stringa “Lavali col Fuoco” il risultato, non atteso, che ne viene fuori è il Monte Vesuvio.

Google Contro La Juventus

Anche in questo caso è chiaro il riferimento al soggetto, il popolo napoletano, che anche in questo caso, non l’ha presa bene.

I quotidiani hanno subito gridato, nuovamente, alla gaffe o al complotto ma basterebbe un po di sana preparazione-informazione giornalistica per capire il motivo di queste vicende.

La maggior parte delle persone, anche tra i più accaniti utilizzatori del Web non conosce bene le dinamiche per le quali queste cose avvengano.

La spiegazione è abbastanza semplice e ahimè non c’entrano ne scherzi di buono o cattivo gusto degli sviluppatori ne attacchi hacker da parte di questa o quella tifoseria.

Tutto deriva dagli algoritmi di ricerca e catalogazione delle informazioni di Google.

Come Google ricerca e cataloga le informazioni

Come sappiamo Google gestisce database con una quantità inimmaginabile di informazioni riguardo i siti web e le ricerche degli utenti.

Quando viene effettuata una ricerca, i risultati che ne derivano sono ordinati in base a diversi criteri, tra i  quali c’è il numero di link da pagine Web differenti che contengono le parole cercate e che portano alla pagina risultato.

L’idea di base, semplificando molto le cose,  è che quando una pagina viene linkata da molte pagine differenti usando le medesime parole, probabilmente quelle parole definiscono bene il contenuto di quella pagina e quindi la pagina in questione è candidata ad essere la pagina di riferimento per chi sta cercando quelle parole.

 

Facciamo un esempio. Supponiamo che io abbia un blog che parla di Ufo

<a href="http://www.ilmioblogcheparladiufo.it">www.blogcheparladiufo.it</a>

e supponiamo che ci siano tanti siti che parlano di Ufo che hanno al loro interno link che puntano alla mia pagina ed il link usato sia inserito sulla frase “gli Ufo esistono”.

Allora il motore di ricerca inizierà a pensare che, dato che molti siti hanno scritto “gli Ufo esistono” e puntano sul mio blog probabilmente sarà corretto indirizzare chi cerca “gli Ufo esistono” verso il mio blog.

L’esempio non è proprio realistico perché la mole di siti e di ricerca relative alla parola UFO è talmente grande e diversificata che servirebbe molto di più di qualche link per ottenere i risultati attesi, ma serve per comprendere la dinamica del GoogleBoombing.

Nei casi di questi giorni, per fare un esempio più chiaro,  la stringa “lavali col fuoco” non è una frase tra le più cercate sul web, quindi quando iniziano ad esserci le prime ricerche, gli algoritmi di Google cercano di associare qualche sito da dare come risultato e tra i primi probabilmente appariranno quelli che sono puntati da link il cui testo è appunti “lavali col fuoco”.

Allora il motore di ricerca inizierà a pensare che, dato che molti siti hanno scritto “gli Ufo esistono” e puntano sul mio blog probabilmente sarà corretto indirizzare chi cerca “gli Ufo esistono” verso il mio blog.

L’esempio non è proprio realistico perché la mole di siti e di ricerca relative alla parola UFO è talmente grande e diversificata che servirebbe molto di più di qualche link per ottenere i risultati attesi, ma serve per comprendere la dinamica del GoogleBoombing.

Nei casi di questi giorni, per fare un esempio più chiaro,  la stringa “lavali col fuoco” non è una frase tra le più cercate sul web, quindi quando iniziano ad esserci le prime ricerche, gli algoritmi di Google cercano di associare qualche sito da dare come risultato e tra i primi probabilmente appariranno quelli che sono puntati da link il cui testo è appunti “lavali col fuoco”.

Vesuvio Lavali col Fuoco

L’arcano è dunque spiegato perché, come si vede anche in foto, quella frase viene spesso usata come sfottò dei tifosi contro i napoletani dunque probabilmente è stata usata allo stesso modo su siti, blog, forum ed ha avuto  (volontariamente o meno ) l’effetto che ha fatto tanto scalpore.

Ad oggi, ufficialmente il Google bombing viene usato anche come tecnica estrema di posizionamento anche se si tratta di una pratica che Google cerca di combattere.

Se ad esempio c’è una crescita rapida dei link in arrivo su una determinata pagina questa potrebbe essere penalizzata, così come se ci sono molti link sullo stesso anchor text soprattutto se appaiono molto velocemente o se provengono dallo stesso sito (o indirizzo IP).

Comunque è difficile scovare sul nascere il fenomeno per cui situazioni come quelle che abbiamo visto possono capitare spesso così come spesso sono capitate in passato sia in Italia che all’estero, inoltre dato che ufficialmente Google non effettua interventi manuali per correggere queste anomalie, ma aspetta che stessi algoritmi da cui sono generate, le facciano rientrare i tempi di correzione possono non essere brevissimi come in alcuni casi si vorrebbe.

Tra i casi di Google Boombing recenti più eclatanti divesri ad esempio sono i casi che coinvolgono l’ex Cavaliere Sillvio Berlusconi. Tempo fa ad esempio cercando su Google, “Quanto è alto un Nano”, la risposta che il motore di ricerca riteneva più adatta era “1,65 come Berlusconi”.

Berlusconi nano google

Ma non solo i politici di casa nostra sono soggetti a questi fenomeni.

Negli Stati Uniti ad esempio anni fa, cercando la frase “miserabile fallimento” (ovviamente in lingua inglese) il risultato mostrava come primo risultato, il link alla biografia dell’ex Presidente George Bush.

image04

Il Google Boombing è dunque uno strumento molto potente e benchè Google cerchi di arginarne gli effetti rimane comunque sempre all’ordine del giorno.



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Laureato in Ingegneria Informatica nel 2008 presso l'Università degli Studi di Lecce con una tesi in Processi di Produzione Robotizzati dal titolo "Integrazione delle tecniche di progettazione del ciclo di lavorazione con programmazione della produzione”. Le mie attività principali sono : sviluppo di applicativi ANSI C per terminali POS basati su processori ARM Risc 32Bit con 2-4 MB di Ram (progettazione, sviluppo e test delle applicazioni ) sviluppo in ambiente .NET sviluppo Web in ambiente PHP, ASP Installazione, progettazione, utilizzo di Db MS SQL Server, Mysql, Acces , Oracle Da anni mi occupo di CMS Open Source, in particolare di Joomla e Wordpress. Mia è la Guida Wordpress 3.5, la Guida Joomla 2.5 , il Corso online Joomla! 2.5 ed il Corso online Wordpress Mi occupo anche di LMS in particolare di Moodle e Docebo. Google+ by Mauro De Filippis

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