Il linguaggio SQL (Structured Query Language, linguaggio strutturato per le interrogazioni) e’ l’insieme dei comandi che possono essere usati per accedere ai database relazionali, come ad esempio Oracle, il database piu’ diffuso su macchine Unix.
L’ANSI (American National Standard Institute) ha adottato l’SQL come il linguaggio standard per i database relazionali e, anche per questo motivo, e’ diffuso in tutte le industrie, le universita’ e le aziende di ogni parte del mondo.
Le origini di SQL risalgono all’inizio degli anni 70 in California, quando la società IBM sviluppa il System R, un applicativo per la gestione dei dati, il cui linguaggio veniva chiamato Sequel. Questo linguaggio rappresentava l’embrione di quello che sarebbe poi diventato l’attuale SQL. Infatti alla fine degli anni 70, sempre l’IBM, sviluppa un altro prodotto il DB2 (un sistema per la gestione di database relazionali o RDBMS, Relational Database Management System) che utilizza una primordiale versione di SQL.
Da allora si sono succeduti un gran numero di prodotti che implementano questo linguaggio e ogni produttore, aggiungendo delle variazioni e estensioni proprie, ha contribuito alla creazione della miriade di dialetti che oggi vengono chiamati SQL.
Gli informatici chiamano questo linguaggio di alto livello o dichiarativo perché permette di svolgere operazioni dichiarando cosa si deve ottenere e non come si deve ottenere. Ricordiamo che i linguaggi di terza generazione o procedurali sono quelli dove bisogna specificare il come si fa, non è sufficiente dichiarare il cosa si deve fare.
Non è così per questo linguaggio, che pur limitando le scelte del programmatore e l’efficienza del programma, libera lo sviluppatore dal gravoso compito di scrivere pagine e pagine di codice.
Chi usa questo linguaggio però, non è solo chi programma, ma anche chi si avvicina all’informatica marginalmente e per riflesso.
Queste persone sono gli impiegati, i professionisti, i commessi, i magazzinieri, ecc. insomma chiunque ha la necessita di manipolare o consultare basi di dati. Forse la causa del suo grande successo sta nella sua semplicità di utilizzo. Non bisogna, però farsi ingannare, perché se da un lato SQL è intuitivo e semplice, da un altro, per essere capito a fondo richiede di essere studiato con attenzione per capirne tutte le sfumature e le notevoli potenzialità.
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I maggiori benefici risultanti dall’utilizzo del linguaggio SQL sono:
- SQL e’ un linguaggio ad alto livello: l’ utente specifica cosa vuole ottenere, il sistema si preoccupa di come ottenerlo.
- SQL puo’ elaborare piu’ elementi insieme anziche’ uno alla volta.
- Puo’ essere usato da tutti i livelli di utente, a partire dall’amministratore di sistema per arrivare all’utente finale; e’ potente ma i suoi comandi principali possono essere imparati in poche ore.
- Il linguaggio permette di eseguire diverse istruzioni come l’inserimento, la modifica, la cancellazione e la selezione dei dati, la creazione, la modifica e l’eliminazione di oggetti quali tabelle, viste, indici, utenti e cosi’ via. Una prerogativa importante dell’SQL consiste nel comprendere tutti i comandi nello stesso linguaggio, anziche’ ricorrere a piu’ linguaggi diversi.L’SQL e’ un linguaggio estremamente portabile: una applicazione scritta per un DB basato su un suo “dialetto” SQL puo’ essere portata senza nessuna o, al piu’, poche modifiche, in un altro database basato sull’SQL.
Il linguaggio SQL opera su una serie di oggetti che fanno parte del database. Tra questi i principali sono tabelle, indici, viste,
Le tabelle sono i principali oggetti per la gestione dei dati. Ciascuna tabella e’ formata da una o piu’ colonne.
Naturalmente il tipo di dato presente nelle colonne e’ un tipo di dato supportato da Oracle.
I comandi SQL possono essere classificati in 3 grosse categorie:
- DML – Data Manipulation Language, linguaggio di manipolazione dei dati.
- DDL – Data Definition Language, linguaggio di definizione dei dati.
- DCL – Data Control Language, linguaggio di controllo dei dati.
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